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Con una proposta che lascia un po' sconcertati, la non meglio identificata fondazione senza scopi di lucro, Netfraternity (http://www.netfraternity.net) ha lanciato una vera e propria crociata per la "liberalizzazione" della Rete.
L'idea del presidente di Netfraternity, Alberto Vazzoler, è quello di pagare al posto degli utenti i costi di abbonamento ai provider e la tariffa telefonica di connessione alla Telecom. Come è presto detto: pagando i suddetti costi con gli introiti derivati dalle pubblicità su Internet, che le aziende vorrebbero fare attraverso Netfraternity. L'idea di per sé non sarebbe malvagia anche se non è proprio una novità: a parte l'esperienza delle televisioni commerciali, c'è il problema dei servizi di Free e-mail, molto diffusi negli Stati Uniti, in cui alcuni siti rilasciano una casella di posta elettronica gratuita, il cui costo viene pagato con gli introiti dei banner pubblicitari diffusi via Internet su quel sito.
E ci sono esempi anche più eclatanti, come il servizio Access For All, realizzato in Olanda, dove grazie a sovvenzioni dello Stato, Internet è quasi del tutto gratuita.
Ma NetFraternity ha obiettivi ancora più ambiziosi: rendere gratuito l'accesso e l'utilizzo della rete in tutto il mondo per un ora al giorno, indipendentemente dal punto in cui ci si colleghi e dal sito che si voglia visionare.
Nel periodo sperimentale del servizio, che dovrebbe partire il 25 dicembre, è prevista un'ora di connessione gratuita al giorno e in base ai parametri definiti da Netfraternity, il rimborso pieno della tariffa Telecom si ha solo se ci si collega dopo le 18,30.
Chi volesse sperimentare la serietà del servizio, può' farlo collegandosi al sito di Netfraternity.
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