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18/03/2000

UN ANGOLO DI SCHERMO


Parla Vazzoler " NetFraternity, di Castelfranco Veneto, aspira a diventare una matricola tra le più promettenti del Nuovo mercato, L’idea alla base è semplice. Trasformare Internet in una televisione commerciale. Con i costi di collegamento a carico degli inserzionisti. Conta già più di 10 milioni di utenti in 28 stati. È la NetFraternity Network, prima emittente al mondo su Internet, circa un milione di connessioni quotidiane. "I nostri prossimi obiettivi", dice Alberto Vazzoler, presidente della società, "sono lo sbarco in borsa e l’introduzione del nuovo modello di business, in particolare in Italia, in Inghilterra, in Germania e negli Stati Uniti. Più eventuali partnership con i soggetti interessati e uno studio costante per il miglioramento dell’attuale tecnologia". Partita con servizio effettivo il 1° gennaio 1998, creata da Vazzoler, ex dentista di San Donà in provincia di Treviso, NetFraternity è la prima realtà su Internet a offrire la navigazione completamente gratuita ai suoi utenti. Con l’iscrizione al servizio e la semplice installazione di un software registrato di nome Netspot, l’utente concede 1/6 del proprio schermo a NetFraternity che con spot della durata di 15 secondi invia per tutta la durata della navigazione pubblicità a flusso continuo mentre l’utente naviga su Internet usando quindi la parte residua dello schermo. Domanda. Quanto conta di approdare in borsa? Risposta. Abbiamo appena ricevuto la conferma dalle banche sponsor, che per ottobre saremo in grado di quotarci al nuovo mercato. Attualmente NetFraternity è controllata da una holding portoghese di mia proprietà, la Seattle di Lisbona, che con un capitale interamente versato di 250 milioni di lire, detiene l’intero pacchetto azionario di NetFraternity. D. Che cosa prevede il budget del 2000? R. Quest’anno il volume d’affari dovrebbe raggiungere i 20 miliardi, contro gli 80 milioni del ’98 e i 3,6 miliardi dello scorso anno. D. Come funziona Netspot? R. Il software netspot funziona con qualsiasi tipo di applicazione Internet e cioè con qualunque tipo di browser, programma di posta, chat e Internet phone. L’utente è così rimborsato da NetFraternity dei costi sostenuti per la navigazione su Internet sino a 1200 lire al giorno. In questo modo, sul modello della televisione commerciale, la pubblicità paga i costi della connessione alla rete. Dopo aver raggiunto le 100 mila lire di credito, netspot avverte l’utente che un assegno in suo favore sta per essere emesso dall’azienda. Al momento siamo in grado di rimborsare al massimo un’ora di navigazione al giorno, l’obiettivo però è quello di arrivare in tempi rapidi a tre-quattro ore al giorno. Ai nostri iscritti attualmente rimborsiamo ogni mese, complessivamente, 2,5 miliardi di lire. D. Il rimborso è solo per gli utenti italiani? R. No, il nostro servizio non si limita all’Italia. NetFraternity è un business globale. I rimborsi sono calcolati in base al paese d’origine dell’utente. In futuro si potranno convertire i crediti in moneta virtuale, il netcoin, che permetterà di acquistare i prodotti esposti dagli inserzionisti. D. Che cosa cambierà su Internet con NetFraternity? R. NetFraternity è l’unico soggetto che fa pubblicità sfruttando un interfaccia telematico, oppure un interfaccia televisivo applicato alla telematica attraverso il cosiddetto videobanner. Siamo cioè in grado di prendere un messaggio pubblicitario della televisione e di portarlo su Internet. Con gli attuali banner pubblicitari la pubblicità può essere esclusa ciccando sulle opzioni solo testo, mentre con il videobanner l’inserzionista paga solo per i videobanner visionati. Se l’utente infine non muove più il mouse o la tastiera, netspot disattiva il collegamento al server, ma da quel momento si resta collegati a Internet a proprie spese. È grazie alla pubblicità raccolta dalla concessionaria Markidea, che NetFraternity è in grado di offrire ai suoi associati, in tutto il mondo, i rimborsi di cui abbiamo parlato. D. Ci sono concorrenti che potrebbero copiare questa invenzione? R. Si tratta di un brevetto italiano già registrato e che sta ottenendo tutti i visti internazionali. Se vi fosse qualcuno intenzionato a riprodurre la nostra invenzione illegalmente saremmo già in grado di agire pressoché ovunque. Noi siamo i primi al mondo ad avere inventato il videobanner e in questo senso abbiamo superato gli Stati Uniti. Tutto ciò ci rende particolarmente orgogliosi e ottimisti. D. Vi sono accordi strategici con altre società di Internet? R. Al momento non vi è ancora alcun accordo. Stiamo però valutando delle offerte molto vantaggiose con i più importanti provider mondiali. Stiamo anche valutando l’opportunità di ampliare il capitale sociale attraverso l’entrata di nuovi soci. (riproduzione riservata)