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06/11/1999

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Internet gratis è un termine quanto mai di moda in questi giorni, in Italia. Eppure qualcuno ci aveva già pensato tre anni fa e, per una volta, non si tratta di uno studente di una facoltà tecnica della Californi o di un imprenditore di Silycon Valley, ma di un medico di veneziano, appassionato di computer ed Internet, a cui gli americani avrebbero addirittura copiato l’idea, secondo quanto afferma...<< Ho semplicemente applicato per primo ad Internet la logica che consente di finanziare i mezzi di comunicazione tradizionali, come televisione commerciale e stampa>>, afferma Alberto Vazzoler, il fondatore. <> continua l’imprenditore veneto. << Applicato alla realtà del Web ciò vuol dire rimborsare gli utenti delle spese di connessione, in maniera tale che, di fatto, collegarsi alla rete diventi un’operazione gratuita>>.<>. <>. Per sviluppare il suo progetto Vazzoler ha creato una sorta di comunità virtuale, il Netfraternity network (www.netfraternity.net), che conta oggi 1 milione di iscritti, secondo i dati forniti dalla società. Per fare le cose come si deve e convincere gli investitori della serietà della sua idea, comunque, Vazzoler ha voluto che i con i contatti quotidiani fossero certificati da Ac-Nielsen, e venissero resi pubblicamente accessibili all’indirizzo www.ac-nielsen.it/auditpub/wa9805001. Per diventare membri di Netfraternity occorre prima di tutto scaricare dal sito un software client (installato sul disco locale del pc) e riempire un questionario con i propri dati personali, che da diritto ad usare, il software, che l’utente può attivare a suo piacimento, tramite collegamento dal desktop. Net fraternità rimborsa non più di un’ora di connessione quotidiana con 1200 lire. Considerando le nuove tariffe appena stabilite da Telecom Italia per le telefonate urbane, ipotizzando che gli utenti si colleghino ad un server in area urbana e non debbano sostenere spese annuali di abbonamento, dopo le 18: 30 la loro connessione alla rete sarebbe realmente gratuita. Il rimborso offerto dalla società di Vazzoler, infatti, è superiore alle tariffe urbane di Telecom Italia in quella fascia oraria (1.200 lire, contro 1.139, o 1.004 lire dopo i primi 15 minuti di collegamento dati forniti dal numero verde Telecom Italia). Quest’idea innovativa sta incominciando a produrre dei risultati soddisfacenti. << Il nostro fatturato è aumentato dagli 80 milioni di lire del 31 dicembre 1998, ai 2 miliardi di oggi>>, afferma il fondatore di Netfraternity. << In base agli accordi che stiamo stringendo e al tasso di crescita che abbiamo registrato prevedo un possibile fatturato di 2 miliardi e mezzo, alla fine di quest’anno>>, continua il medico veneziano, << ed un giro d’affari oscillante fra i 15 e i 20 miliardi nel 2000>>. Eccessivo ottimismo? Non sembra se si considera che anche Cia Medianetwork, uno dei più importanti centri media italiani, ha incominciato ad offrire ai propri clienti la soluzione del video banner proposta da Netfraternity. E se non bastasse, magari i nomi di Telecom Italia mobile, Procter e Gamble, Tele+ e Peugeot, per citarne alcuni fra i più importanti inserzionisti che hanno già investito su quest’idea, dovrebbero certificare la validità del progetto. << Noi, d’altronde, ci poniamo al di fuori dal tradizionale mercato della pubblicità su Web>>. << Non vendiamo banner, ma eroghiamo pubblicità in forma passiva, occupando un sesto dello schermo dei nostri iscritti, e dando ai nostri inserzionisti la possibilità di inviare messaggi più sofisticati di quelli possibili con un normale banner>>, continua Vazzoler. La tecnologia utilizzata non sembra rallentare la navigazione, e non risulta particolarmente intrusiva alla vista, secondo la prova effettuata da W&W. Anzi: consente veri e propri spot tv senza appesantire la ricezione. Netfraternity punta a quotarsi al Nasdaq entro la fine dell’anno prossimo quando darà stata definitivamente scelta la banca d’affari che l’accompagnerà oltreoceano.