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Il titolo di Soru è stato trascinato dall’ondata di acquisti che ha coinvoltoli settore high-tech
Nei primi sei mesi dell’anno i ricavi del gruppo sardo hanno segnato un rialzo del 644% rispetto allo stesso periodo del ’99. Negativi i dati delle consociate estere in Francia e Germania.
Tiscali ha pubblicato le semestrali, ma i risultati non hanno soddisfatto gli investitori a Piazza Affari. Il titolo dell’Isp sarda, alle prime fasi della negoziazione, è stato trascurato dai risparmiatori e il 4,85% messo a segno nelle battute finali non è il risultato dell’approvazione degli investitori dei dati resi noti. Il titolo è stato invece coinvolto dall’ondata di acquisti che ha interessato il settore tecnologico. In pratica una ripartenza delle società di media e piccola capitalizzazione. Fiscali ha chiuso le negoziazioni a 46,04 euro e sono passati di mano 927 mila pezzi.
È un momento negativo del titolo, che già da mercoledì 30 agosto ha continuato a condizionare al ribasso l’indice del Nuovo mercato. Ha registrato volumi di scambi ben al di sopra della media stagionale e varie possono essere le motivazioni di tale caduta di interesse. Alcuni analisti hanno spiegato come oltre ai dati poco esaltanti sono preoccupati sul futuro finanziario della società, che risulta fortemente condizionata dalla partecipazione alla gara Umts. Problemi sono sorti, inoltre, dalla denuncia del sito Netfraternity per la violazione della legge sui brevetti. Ma gli occhi erano ieri puntati sui tanto attesi risultati della società.
I ricavi del gruppo guidato da Renato Soru nel 1° semestre sono ammontati a 52,7 milioni di euro (102,5 miliardi di lire) evidenziando così una crescita del 644% rispetto all’analogo periodo del ’99. Lo rende noto il Cda della società (che ha approvato la relazione semestrale) con un comunicato nel quale si sottolinea che l’attività operativa ha raggiunto l’equilibrio gestionale. Infatti, al netto delle spese di marketing, l’ebitda è positivo per 1,1 milioni di euro. Il margine operativo netto della società sarda, sempre nel primo semestre, risulta negativo per 14,16 milioni di euro (27 miliardi di lire), tenuto conto dei forti investimenti pubblicitari pari a 12,2 milioni di euro (circa 23 miliardi), mentre il risultato ante imposte è pari a 14,8 milioni di euro, contro una perdita di 1,3 milioni nel corrispondente periodo dell’anno precedente. I ricavi provenienti dai service provider (Isp), ha ancora spiegato la nota, sono cresciuti del 358% a 26,4 milioni di euro mentre quelli dei servizi Internet hanno messo a segno un aumento del 879% a 23,8 milioni. Per quanto riguarda il consolidato, l’ebitda è negativo per 16,59 milioni di euro e tiene conto di 13,2 milioni di spese di pubblicità. Il risultato corrente ante imposte presenta una perdita di 24,7 milioni di euro. Considerando 11,6 milioni di euro di ammortamento dell’avviamento relativo alle acquisizioni effettuate nel periodo, il risultato ante imposte è negativo per 36,3 milioni di euro. Il patrimonio netto consolidato, ha concluso la nota, è pari a 543 milioni di euro mentre la situazione finanziaria presenta un surplus positivo di 8,5 milioni di euro.
“I risultati, pure essendo in linea con le attese non possono essere considerati soddisfacenti”, ha così commentato un trader di una famosa sim milanese, “troppo elevati risultano i costi pubblicitari in quanto la società ha portato avanti una notevole campagna pubblicitaria all’estero”.
“Inoltre”, ha continuato il trader, “sono negativi i risultati delle consociate estere”. In Svizzera infatti l’ebit è positivo, in Belgio si è raggiunto il pareggio mentre restano in perdita Francia e Germania.
A inizio luglio sono partiti infatti i servizi Internet in Francia, attraverso la controllata A Telecom e a fine settembre sarà operativo lo start-up in Spagna. La società sarda sta pensando inoltre di sbarcare in Gran Bretagna attraverso ulteriori acquisizioni.
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