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Castelfranco. NetFraternity vince il braccio di ferro giudiziario con la società padovana Pei.Bunner.it e adesso punta a vincere anche la guerra con Berlusconi. Con la sentenza di ieri a Padova è probabilmente la prima volta, che un tibunale riconosce un brevetto nel campo, ancora inesplorato, di Internet.
Una bella soddisfazione per Alberto Vazzoler, il quarantenne di Musile di Piave, ideatore di NetFraternity, il software che finanzia l'accesso ad Internet con la pubblicità, che ha il suo quartier generale a Castelfranco dove impiega una trentina di persone. Lo slogan è "Internet gratis per tutti", per il momento è previsto solo un rimborso massimo di un'ora nell'arco delle 24 ore.
L'idea che è alla base di NetFraternity sta nell'utilizzo di un programma, NetSpot, che l'utente può liberamente scaricare e fa comparire una striscia di pubblicità. L'utente concede 1/6 del proprio schermo a NetFraternity che invia per tutta la durata della navigazione inserzioni pubblicitarie a flusso continuo con spot di 15 secondi. Motivo del braccio di ferro giudiziario è proprio il software utilizzato da NetFraternity. Ovvero i video-bunner che non sono altro che spot pubblicitari. NetFraternity, con un capitale sociale di 250 miliardi, ha vinto la causa a Padova e il 18 aprile porterà in Tribunale a Milano l'Europortal Spa, il braccio Internet di Fininvest, nonché il server berlusconiano Atena 2000 Spa e Publitalia 80. La Pei.Bunner.it, come le società del Cavaliere, sono state citate a giudizio per contraffazione di brevetto. Nei confronti del software padovano il giudice ha già ordinato il sequestro, anche presso terzi, di tutti gli oggetti prodotti, nonché di tutti i mezzi adibiti alla produzione. Un paio d'anni fa Vazzoler aveva illustrato il suo progetto a Pubblitalia, dagli incontri non nacque nulla di concreto, ma successivamente NetFraternity ha rilevato una sorprendente coincidenza tra il brevetto da lei presentato nel '97, concesso nel '99 di cui è proprietaria esclusiva, ed il sistema utilizzato dal portale Jumpy, tale da ritenere "l'attività di Europortal in contraffazione". Per Vazzoler è un segnale preoccupante, un vento di monopolio che parte dalle tivù e spira fino ad Internet. Mentre lui sogna di creare "nel Veneto, in particolare tra Treviso e Castelfranco, una sorta di Silycon Valley. Per il momento siamo alla ricerca di una trentina di persone da assumere, tra tecnici di computer e di software. Ma in prospettiva potrebbero nascere migliaia di nuovi posti di lavoro. Del resto, solo un paio d'anni fa nessuno credeva che NetFraternity potesse crescere tanto. Nel '98, quando sono partito ho fatturato 80 milioni. Nel '99 3 miliardi e 650 milioni, nel 2000 andremo in Borsa ed è previsto un giro d'affari di 20 miliardi".
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