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Freedomland, nel bene o nel male, continua a catalizzare l'interesse della Borsa. Ieri, in una giornata tutto sommato grigia per Piazza Affari, ha sorpreso non poco il balzo all'insù del 13% della Internet tv, tornata a sfiorare i 30 euro per azione con tre sospensioni per eccesso di rialzo. Il motivo di tanto ottimismo? La possibilità che entro due o tre mesi un nuovo socio forte possa entrare nella società fondata da Virgilio Degiovanni e dare un nuovo impulso a un business, quello della tv via Internet, che finora ha destato più di una perplessità.
A dar fuoco alle polveri al titolo sbarcato al Nuovo Mercato lo scorso aprile è stata un'intervista del presidente Luigi Guatri e le indiscrezioni sui possibili pretendenti. Guatri ha rivelato che l'interesse per Freedomland non manca e che entro tre o quattro mesi ci sarà l'ingresso di importanti investitori attraverso Opa, concambi o altre combinazioni. Tracciando l'identikit del possibile acquirente Guatri ha inoltre affermato che una tv potrebbe ben integrarsi con il business di Freedomland, ma anche un'azienda telefonica. E così a Piazza Affari hanno subito pensato al gruppo Telecom e alla Seat-Tin.it di Lorenzo Pellicioli, che ancor prima dell'operazione Tmc aveva manifestato interesse per la tv via Internet.
D'altro canto un un'altra intervista Alberto Vazzoler, presidente dell'azienda padovana NetFraternity, ha rivelato di avere commissionato uno studio di fattibilità per l'acquisizione di Freedomland, viste le sinergie che potrebbero sorgere tra i due gruppi. Ma, come al solito in questi casi, le voci si rincorrono e tra gli operatori hanno fatto presa anche altri nomi, come quello di Mediolanum, allargando così la rosa delle aziende che potrebbero essere in grado di acquisire Freedomland. Tutte le manifestazioni di interesse verranno comunque vagliate da Piero Gnudi, il commercialista bolognese nominato garante dei piccoli azionisti di Freedomland dopo la tempesta giudiziaria che si è abbattuta sulla società. L'appetibilità della società di Degiovanni è dovuta soprattutto ai 540 miliardi che ha in cassa raccolti tra i risparmiatori con la quotazione di pochi mesi fa. Un gesto di fiducia da parte del mercato che per il momento non è stato ripagato. Il titolo è infatti sceso dai 105 euro del collocamento ai 29,7 di ieri, vale a dire un ribasso del 71%. Considerando che solo la cassa vale 18 euro significa che in questo momento il mercato non assegna al business di Freedomland grandi prospettive. Ma è anche evidente che se un compratore dovesse venire allo scoperto il prezzo di cessione dovrà ripagare almeno in parte le sofferenze finora patite dagli investitori di Borsa. Qualsiasi operazione dovrà comunque passare per l'assemblea dei soci dove Degiovanni farà sicuramente valere il possesso del 65% delle azioni che ancora possiede.
Insomma l'arrivo di Guatri sembra aver riportato una prospettiva concreta a Freedomland anche se il business plan, così come era stato concepito all'inizio dai fondatori, è tutto da rivedere. Così come sono tutte da dimostrare le possibilità per una Internet tv di produrre utili in un ragionevole lasso di tempo. L'orizzonte che ha individuato Guatri per il pareggio di bilancio è fissato al milione di clienti. Visto che al momento Freedomland è arrivata a 130-140mila tra clienti veri e presunti, il lavoro da fare appare ancora molto.
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