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Milano. Freedomland ha continuato a brillare a Piazza Affari, mentre sulla scrivania di Piero Gnudi nell'ultimo giorno valido per presentare le offerte sono arrivate una decina di manifestazioni di interesse per l'internet-tv fondata da Virgilio Degiovanni. Naturalmente, l'attesa per la scelta del partner ha creato molte aspettative fra i risparmiatori che anche ieri hanno premiato i titoli Freedomland: + 4,91% a 47 euro e soprattutto attraverso un volume di scambi di quasi 535mila azioni per un controvalore di oltre 25 milioni di euro.
Insomma, il mercato sembra credere che il partner in arrivo sarà in grado di rivitalizzare un titolo che nonostante il progresso degli ultimi giorni è ancora ben lontano dai 105 euro del collocamento il cui gap rispetto al prezzo di ieri è di oltre il 55%. Adesso sarà interessante vedere come andranno le quotazioni della società presieduta da Luigi Guatri nella fase interlocutoria che si apre questa mattina e si concluderà verso la metà del mese di febbraio, quando il cda di Freedomland prenderà in esame le proposte che sono arrivate ieri nello studio del commercialista bolognese Gnudi e ammetterà solo 4-5 di esse alla due diligence.
Chi arriverà a questo traguardo? La merchant bank di Franco Bernabè, Cairo Communication e Netfraternity sono quelle che sono uscite allo scoperto e hanno manifestato le loro intenzioni in maniera limpida. Poi, si vocifera di una proposta Seat che "potrebbe arrivare" nonostante la scadenza dei termini di ieri e una della Fininvest. C'è poi Bain Cuneo che è consulente di Freedomland, Flashmall che l'offerta l'ha presentata e una società svedese.
"La nostra manifestazione d'interesse riguarda una quota compresa fra il 5 e il 10% di Freedomland, in relazione alla congruità del prezzo, alle modalità di pagamento e alla presenza di partners affidabili e capaci". Così Urbano Cairo spiega i dettagli dell'offerta preliminare depositata due giorni fa dalla Cairo Communication, concessionaria di pubblicità attiva nell'editoria multimediale. "Abbiamo presentato da soli la proposta - ha spiegato Cairo - e per quanto riguarda eventuali alleanze, posso solo dire che stiamo facendo dei ragionamenti con alcune aziende il cui nome non posso svelare per ovvi motivi di riservatezza". Cairo ha anche aggiunto di essere "favorevole" e quindi di condividere il business plan elaborato da Gianfilippo Cuneo, che punta al risanamento delle diseconomie interne e alla internet tv.
Sulla partita dirà la sua anche Netfraternity, che un mese fa aveva proposto l'acquisto del 29,9% di Freedomland pagando cash e in alternativa pensa ad un progetto di fusione così da quotarsi direttamente. Netfraternity, ha spiegato il presidente Alberto Vazzoler, è anche disposta a formare un consorzio con altre società per arrivare al controllo di Freedomland. "Noi - ha spiegato - abbiamo portato la tv nel computer, mentre Freedomland ha fatto il contrario". Per Guatri e Gnudi non sarà facile scegliere a chi affidare Freedomland, perché nelle casse della società il tesoro esiste davvero è pari a quasi 500 miliardi. Cash.
V.D.G.
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