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16/02/2000

INTERVISTA ALL'INVENTORE DEL "VIDEO BANNER" ANIMATO


Dentista di Maron "re" degli spot su Internet Vazzoler: «Gli iscritti alla mia società possono navigare gratis. Paga la pubblicità». A ottobre il debutto a Piazza Affari Brugnera In barba agli americani e al brutto voto in telematica dato all'Italia da Bill Gates è diventato il re degli spot su Internet. E la sua brillante iniziativa per la pubblicità online, messa in piedi tre anni or sono, gli sta fruttando benissimo, tant'è che dal prossimo mese di ottobre debutterà a Piazza affari con un capitale di 250 miliardi. Il "cervellone" in questione è Alberto Vazzoler, originario di Musile di Piave, di professione dentista, con studio a Maron di Brugnera, acquistato 5 anni fa, al quale ora che è quasi totalmente assorbito dal business telematico dedica soltanto un giorno la settimana. Vazzoler, diventato presidente della Netfraternity, che ha sede a Castelfranco Veneto, ha accettato di buon grado di spiegare il suo brevetto e i suoi successi nel mondo telematico, dove, lo dice lui stesso, «ho provocato una rivoluzione copernicana, perchè nessuno al mondo aveva prima pensato al video-banner animato». In cosa consiste il suo business? «Iscrivendosi a Netfraternity (www.netfraternity.net), che ora conta un milione e mezzo di utenti, è possibile navigare quasi gratis, accettando di avere un sesto dello schermo occupato dalla pubblicità online e acquisendo il diritto al rimborso, proporzionale al tempo di ricezione dello spot, ma non superiore a 1200 lire l'ora. Abbiamo a disposizione una tecnologia molto avanzata e siamo in grado di riprodurre, su una parte dello schermo, spot pubblicitari come quelli televisivi. Tutto ciò senza rallentare la navigazione e non risultando particolarmente invasivi». Perchè si può navigare "quasi" gratis? «L'obiettivo di Netfraternity è quello di finanziare completamente i collegamenti in Internet con la pubblicità. Non a caso il nostro slogan è "Internet gratis per tutti". Per ora, però, è previsto solo un rimborso per l'uso pari a un'ora (1200 lire) nell'arco di 24. Rimborso che si chiede (tramite assegno o bonifico bancario) dopo aver totalizzato circa tre mesi di navigazione, per un minimo di 100 mila lire. Ma il risultato è comunque grandioso, visto che dai nostri sondaggi è emerso che in media un utente italiano navia per 30 minuti al giorno». Come le è venuta l'idea di inserire gli spot pubblicitari nello schermo? «Premetto che non ero un esperto in materia, ma un giorno, 4 anni fa, navigando ho notato che i banner della grandezza di 2 centimetri non colpivano affatto la mia attenzione. Ho considerato che per avere effetto la pubblicità deve essere vistosa, come agli stadi o sui giornali. Così ho avuto l'intuizione e di seguito creato l'alternativa: una pubblicità come quella televisiva sempre presente, che occupa circa il 10\% del video». Come è stato accolto sul mercato? «Malissimo. A Milano all'inizio mi avevano preso per un campagnolo. "È un pazzo" dicevano gli altri player's. Invece abbiamo scalato la classifica dei più gettonati e ora siamo al quinto posto nel settore. E inoltre diamo un vantaggio in più ai nosri inserzionisti, proponendo in modo mirato gli spot» Come fate a diversificare la pubblicità? «L'utente che si iscrive a Netfraternity rilascia tutti i suoi dati e anche indicazioni sui suoi interessi, cosicchè noi riusciamo a fare una targhetizzazione. Di seguito, anche in base alle esigenze dello sponsor, mandiamo un determinato tipo di pubblicità a ogni singolo utente. Per esempio: gli spot riguardanti pannolini, rossetti, cosmetici, latte in polvere e quant'altro li mandiamo soltanto a donne e mamme. A fine giornata sappiamo esattamente quanta gente ha visto quel determinato spot». E per la cronaca, tra i suoi inserzionisti pubbiclitari figurano aziende del calibro di Tim, Telecom, Omnitel, Wind, Compaq, Fiat, Piaggio, e Diesel.Previsioni per il futuro... «Per la fine del 2000 dovremmo raddoppiare gli iscritti. Intanto tra qualche mese cercheremo di conquistare Germania, Inghilterra e Stati Uniti. Non mi preoccupo di risultare immodesto se dico che Bill Gates ha sbagliato nel definire l'Italia il fanalino di coda dell'Europa. Il genio italiano non è secondo ad alcuno, tanto meno agli americani, che questa volta hanno fatto cilecca». An.Sa.