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Treviso - La società Internet NetFraternity ha citato in giudizio Tiscali con l'accusa di "aver copiato il proprio sistema brevettato per navigare gratis su Internet, basato sulla barra pubblicitaria non escludibile". La causa civile, depositata ieri mattina al Tribunale di Padova, chiede, oltre al risarcimento di danni ("dodici miliardi al mese" conteggia l'avvocato Sergio Calvetti che ha curato la causa) una penale a carico di Tiscali per ogni giorno di ritardo nella "messa in regola" che varia dai 100 ai 300 milioni.
L'amministratore unico della società castellana, Alberto Vazzoler, spiega che l'oggetto della causa è il servizio "flatzero", lanciato dalla società di Renato Soru lo scorso aprile. "Il sito web di Tiscali coincide esattamente con l'oggetto del nostro brevetto. Noi riusciamo a far navigare gratis l'internauta che ha una piccola porzione dello schermo occupata da una "striscia" pubblicitaria che non può cancellare in nessun modo, se non interrompendo il collegamento e rinunciando al rimborso. Soru non può dire non aver saputo in anticipo cosa stavamo facendo" ricorda Vazzoler. Precisa: "Nel febbraio scorso alla Banca San Paolo Imi di Milano si sono tenuti alcuni incontri ai quali ho partecipato io, Soru, insieme ad altre persone. Dopo pochi giorni i legali dell'Imi hanno predisposto una bozza di contratto di "concessione di licenza e di collaborazione". E nell'ambito di questi incontri abbiamo comunicato a Tiscali tutte le informazioni relative al brevetto e al know how relativo allo sfruttamento del brevetto stesso". Gli incontri per raggiungere un accordo tra NetFraternity e Tiscali si interrompono senza alcuna firma d'intesa. L'amministratore di NetFraternity, Vazzoler, resta interdetto quando l'ex amico, ora concorrente, annuncia l'avvio di "flatzero". Poi, decide di fare causa rivolgendosi al Tribunale di Padova perché in quella città Tiscali dispone di un server di accesso alla rete internet e attraverso questo server è possibile stipulare contratti con Tiscali per l'utilizzo del programma (Micro-portal) necessario ad accedere al servizio "flatzero".
Non è tutto. Nel ricorso l'avvocato Calvetti precisa che "Tiscali non ha tenuto una condotta improntata a buona fede e al generale obbligo di correttezza". E per questo ravvisa una responsabilità precontrattuale, oltre a concorrenza sleale "perché Tiscali si è appropriato di tutte le informazioni confidenziali e riservate" che è venuto a sapere in via confidenziale nel corso delle trattative.
La causa ruota attorno al brevetto che NetFraternity ha ottenuto nel giugno '99 del suo "Videobanner". "Il software, in quanto tale, non si può brevettare, ma può esserlo invece la combinazione di software, hardware, mezzo telematico e sistema di trasmissione dati che, insieme, producono la barra pubblicitaria non escludibile" dice, con voce sicura, Vazzoler. Mentre un portavoce di Tiscali spiega, tuttavia, che il sistema in questione è stato elaborato sulla base di quello della società inglese Autonomy, quotata alla Borsa di Londra.
Valeria Lipparini
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