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Incontro organizzato dai giovani industriali per discutere del futuro delle aziende legato alle opportunità che può offrire Internet. La rivoluzione di Fabio De Longhi.
L'importante è essere in rete. Ma Vazzoler avverte: "Nei prossimi cinque anni l'80% delle e-company sparirà".
Il futuro è Internet. Ma la Rete è anche un campo di battaglia che nei prossimi anni lascerà sul terreno morti e feriti. "Si prevede che nei prossimi cinque anni l'80% delle Internet company morirà - avverte senza mezzi termini Alberto Vazzoler, 40 anni, fondatore di Netfraternity Network, la prima tv via Internet che offre la navigazione gratuita ai suoi clienti - il momento dell'euforia è passato, ora è iniziata la selezione naturale: chi ha veramente nuove idee e risorse per portarle avanti rimarrà sul mercato". E Vazzoler scommette di essere uno dei superstiti. "Abbiamo un capitale sociale di 250 miliardi, un sistema di mia invenzione che è unico al mondo - spiega questo imprenditore di Castelfranco con una laurea in medicina in tasca che si permette di offrire ai programmatori fino a 15 milioni al mese - all'inizio di giugno abbiamo firmato un contratto che ci garantisce 70 miliardi di raccolta pubblicitaria per i prossimi tre anni e abbiamo già 400 mila iscritti alla nostra tv. Contiamo di arrivare a due milioni dopo l'estate". Vazzoler non ha paura di spararla alta al convegno dei Giovani Imprenditori di Unindustria Treviso anche se il suo giro d'affari per ora si ferma a quattro miliardi e mezzo. Perché si è dotato di 250 miliardi di capitale sociale? E chi ve li ha dati? "E' una garanzia di solidità - risponde secco - in questa fase non si può improvvisare, il nostro sistema per agganciare clienti, cioè offrire il servizio Internet gratis e ripagare gli utenti di una parte delle spese telefoniche , ci costringe ad affrontare grosse spese. Che verranno coperte con gli introiti della pubblicità". Sul grande sponsor invece rimane sul vago. Ai mercati l'ardua sentenza.
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Maurizio Crema
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