GENNAIO
FEBBRAIO
MARZO
APRILE
MAGGIO
GIUGNO
LUGLIO
AGOSTO
SETTEMBRE
OTTOBRE
NOVEMBRE
DICEMBRE

GENNAIO
FEBBRAIO
MARZO
APRILE
MAGGIO
GIUGNO
LUGLIO
AGOSTO
SETTEMBRE
OTTOBRE
NOVEMBRE
DICEMBRE
GENNAIO
FEBBRAIO
MARZO
APRILE
MAGGIO
GIUGNO
LUGLIO
AGOSTO
SETTEMBRE
OTTOBRE
NOVEMBRE
DICEMBRE
GENNAIO
FEBBRAIO
MARZO
APRILE
MAGGIO
GIUGNO
LUGLIO
AGOSTO
SETTEMBRE
OTTOBRE
NOVEMBRE
DICEMBRE
 
02/04/2000

INTERNET UN MEDICO VENETO HA INVENTATO LA PUBBLICITA’ IN RETE UN SESTO VIDEO OCCUPATO DA UN MESSAGGIO COMMERCIALE PER “VIAGGIARE” SENZA SPENDERE. E’ L’IDEA DI UN PICCOLO IMPRENDITORE CHE SFIDA I GIGANTI.


Un anno fa, a un convegno cui presenziava Bill Gates, un perfetto sconosciuto prese la parola per contestare un’affermazione del fondatore di Microsoft poco onorevole per il nostro paese. Diceva più o meno Gates: l’Italia è il fanalino di coda per l’uso e le tecnologie di Internet. "Guardi che si sbaglia di grosso", lo riprese il nostro, invitandolo a informarsi sul suo recente brevetto. Molti tra il pubblico si chiesero: "Chi è questo pazzo?". Il temerario, colpevole di lesa maestà nei confronti del padre-padrone di Windows, era un quarantenne di San Donà di Piave, di professione medico, con l’hobby di Internet. Un anno prima il dottor Alberto Vazzoler aveva smesso il camice e aveva creato a Castelfranco Veneto una piccola società dal nome quasi francescano NetFraternity. Piccola sì ma con una grande ambizione: nientemeno che rimborsare i costi di navigazione a chi viaggia in Internet, in cambio dell’invio di pubblicità. "La televisione è diffusa ovunque", dice "anche perché è gratuita, cioè sovvenzionata in gran parte dagli introiti pubblicitari. Perché invece chi si connette a Internet deve pagare gli scatti telefonici?". Come dire: internettisti di tutto il mondo unitevi, Vazzoler sarà il vostro profeta. Da qui l’idea di creare un rivoluzionario network pubblicitario in rete per l’Italia, che, in cambio del rimborso dei costi telefonici, invia pubblicità direttamente sullo schermo dei computer dei navigatori. Ma attenzione: "Non quei piccoli e insignificanti inserti pubblicitari, detti banner, che si trovano già nei siti web", spiega Vazzoler, "bensì uno spot del tutto simile, sia nei movimenti che nei suoni, a quelli televisivi, che compare per tutto il tempo della connessione, indipendentemente dal sito o dall’applicazione in uso (posta elettronica, Chat, eccetera.)". Insomma, l’intento è mettere d’accordo per la prima volta consumatori e inserzionisti pubblicitari. Intuizione geniale ma c’era bisogno di un supporto tecnico per realizzare l’idea. Detto fatto: il medico coinvolge nel suo singolare progetto Stefano Strauss, un ingegnere informatico triestino, che mette a punto e brevetta il software: si chiama Video-Bunnersystem, un sistema innovativo che porta gli spot televisivi dentro Internet. E tutto "made in Nordest". Ed ecco, quindi, la proposta del popolo internettista: se accetti di avere un sesto del tuo monitor occupato dalla pubblicità quando navighi, puoi farlo gratis, o meglio ti rimborsiamo un’ora al giorno di navigazione, ovvero 1.200 lire quotidiane. Come? Una volta raggiunto il credito di centomila lire, Netfraternity invia il denaro ai suoi iscritti. "E quella che è nata una scommessa, quasi filantropica, cioè riuscire a dare Internet gratis al mondo, si è trasformata in grosso business", commenta Vazzoler. Avviata all’inizio del 1998, Netfraternity conta già un milione e mezzo d’iscritti, con una media giornaliera di 215 mila utenti attivi. "La più grande comunità virtuale d’Italia", si vanta il fondatore. Le cifre parlano chiaro: gli 80 milioni di fatturato del 1998 sono lievitati a tre miliardi e 635 milioni nel 1999. Per il Duemila ne sono previsti 20, e i "net-fratelli" dovrebbero salire a due milioni. Già oggi la "piccola" Netfraternity è, con i suoi tre miliardi e mezzo di raccolta pubblicitaria, la quinta concessionaria pubblicitaria per Internet in Italia. Un bell’esempio di new economy in salsa veneta, "Alla faccia di Bill Gates", commenta Vazzoler. Prossimi traguardi? "A ottobre la quotazione in Borsa della società. Entro cinque anni, trasformerò questo centro del Trevigiano in una "Silicon Valley" che darà lavoro non più agli attuali 30, bensì a mille dipendenti". Intanto, per proteggere il suo software da imitazioni, Netfraternity sta trascinando in tribunale i concorrenti per contraffazione di brevetto. La prima battaglia legale, contro una società padovana, l’ha vinta. Ad aprile inizierà il contenzioso nientemeno che con Europortal, la società Fininvest che gestisce il sito-portale Jumpy, che secondo Vazzoler usa lo stesso dispositivo di Netfraternity. Il "nano" sfida il gigante.