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Treviso
Per difendere il brevetto di un sistema che dà l’opportunità agli utenti di internet di navigare ottenendo il rimborso dei costi telefonici (1.200 lire ogni ora) in cambio di pubblicità sullo schermo del computer, la NetFraternity Network - prossima alla quotazione in borsa - ha dato incarico ai propri avvocati di avviare azioni legali nei confronti di alcune società italiane ed estere che si sarebbero assunte arbitrariamente la paternità dell’invenzione. Domani, per conto della società, lo studio legale Calvetti, di Treviso, invierà 200 diffide extragiudiziarie a agenzie di pubblicità e redazioni giornalistiche italiane perché non siano divulgate, sottolinea Calvetti "notizie false, tendenziose o comunque inesatte in ordine alla provenienza, alla paternità o al primato della tecnologia" della NetFraternity di Sondrio, controllata dalla portoghese Seattle. Calvetti ha spiegato che la società, con capitale sociale di 250 miliardi di lire, ha promosso questa azione "per dare ulteriore certezza ai propri iscritti ed azionisti, intendendo così garantire il patrimonio italiano in vista della sua ammissione alla quotazione alla Borsa italiana". La NetFraternity rivendica infatti come propria l’invenzione, partita con tecnologia italiana già nel 1997 e protetta da un brevetto nazionale ed internazionale, e smentisce che tale servizio provenga dagli Stati Uniti, come sarebbe stato scritto da alcuni organi di stampa.
Sez. INTERNET
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