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07/05/2001

GRATIS PER SEMPRE


Internet gratis: è davvero un modello di business destinato a estinguersi? Non ci crede affatto Alberto Vazzoler, presidente di NetFraternity, che ha applicato per primo le regole della Tv commerciale ad Internet offrendo Tramite il portale rapido.it la possibilità di navigare gratis in cambio di pubblicità.
Per alcuni osservatori il Free Net è addirittura destinato a morire. Lei come lo difende?
Il modello del free Internet è l’unico che potrà garantire alla rete un futuro dì sviluppo. E’ stato un fallimento perché il prodotto editoriale dì supporto (cioè il banner) non funziona! Annunciavamo già dal 1997 che il banner avrebbe portato ad una catastrofe del sistema Internet, con un approccio da “Cassandra” che ci ha attirato non poche antipatie da parte degli operatori commerciali. Negli ultimi mesi si è verificato il crollo definitivo del mercato pubblicitaria del banner. I giornali hanno faticato a scrivere di questa “debacle” anche se gli addetti ai lavori sanno che il problema rappresenta l’incubo di tutti gli A.D. dei principali portali italiani. Adesso è bastato che qualche giornalista scrivesse “La fine di internet gratis” perché tutto il branco sì muovesse in completa sintonia (ancora una volta). Ma il modello free che funziona da sempre per la radio e la Tv commerciale è l’unico modello che la storia dei media ci ha trasmesso come sistema efficace per il decollo del fatturato pubblicitario. Alcuni guru (che per mia personale esperienza di solito non sanno nemmeno accendere un computer) ora affermano che il futuro è nell’Internet a pagamento. Così Internet che è già un mezzo di nicchia; diventando a pagamento, diventerà un mezzo di super-nicchia per un’esigua elite e pubblicitariamente morirà.
Perché il banner non ha funzionato?
Il banner dovrebbe essere l’equivalente elettronico dell’inserzione nella carta stampata. Nel giornale le inserzioni si pagano in relazione alla grandezza dello spazio acquistato. Yahoo ed a seguire gli altri partali nel mondo, con il medesimo approccio tipico del branco, agli albori della propria carriera di editori pubblicitari si sono trovati di fronte ad un bivio: aumentare la grandezza dell’inserzione pubblicitaria a scapito della velocità di scaricamento delle pagine, oppure sacrificare alla velocità le dimensioni del messaggio? La risposta è davanti a tutti: la scelta finale è caduta su di un banner praticamente lillipuziano. Per anni si è pontificato su questo modo di fare pubblicità.. Qualcuno ha pensato che gli imprenditori fossero un branco di sprovveduti. Forse si pensava ad una scarsa intelligenza da parte dei vari Ferraro (550 miliardi investiti in pubblicità nel 2000, ma solo 60 milioni su Internet), Fiat, Procter & Garnble. Allora la domanda sorge spontanea: è Ferraro che non capisce nulla o è il banner che è un fallimento?
Se gli investitori preferiscono la tv, forse occorre trovare formule pubblicitarie concorrenziali agli spot televisivi. NetFraternity cosa ha escogitato?
NetFraternity sviluppa da anni una piattaforma software per supportare streaming video-televisivo (pubblicitario e non) veicolato solo dal software. Ossia una tecnologia proprietaria che consente di avere una Net-TV nel proprio computer senza bisogno di banda larga né di satellite. E’ sufficiente un semplice modem a 56 k. PriceWaterhouseCooPer ha riconosciuto come la nostra tecnologia sia tra le più avanzate d’Europa.
Quali servizi offrite con questa piattaforma?
Oltre a veicolare un sistema di free Internet, la piattaforma consente la ricezione di contenuti televisivi che sono il nostro fiore all’occhiello. La barra che compare delimitando 1/8 del computer è dì fatto un microportale navigabile. Offriamo contenuti di news, aggiornamenti, giochi, etc. Inoltre forniamo uno dei più efficaci sistemi di comunicazione on-line. La comunicazione one to one con i nostri utenti può spaziare dai mini sondaggi (in questi giorni di elezioni questi tipi di funzionalità sono molto di moda), alla comunicazione personalizzata su misura per l’utente (ad esempio l’invio personalizzato di un pacchetto. di gestione finanziaria). Dal novembre del 2000 NetFraternity vanta più di due milioni di utenti iscritti in Italia. In un anno abbiamo realizzato 12 miliardi di fatturato e abbiamo avuto 290 inserzionisti. Un’azienda inserzionista ci può fornire una cassetta Vhs di uno spot televisivo, lo mettiamo in onda nel giro di qualche ora. All’utente invece offriamo la possibilità di ricevere pubblicità in cambio della navigazione gratuita e di altri benefit.
Come è andata la campagna promozionale del Partito radicale, diffusa da NetFraternity?
L’iniziativa con la lista Bonino è stata il principale successo della nostra iniziativa di canale tematico per !e aziende. Paradossalmente l’abbiamo ottenuto non con un’azienda, ma con un partito politico. E’ stato il primo esempio mondiale di comunicazione politica attraverso l’offerta di Internet gratis mediante una connessione ad un numero verde ed attraverso una Net-Tv correlata. Il sito dei radicali che aveva una media di circa.2000 hits al giorno, in soli tre giorni, dopo il lancio dell’iniziativa, ha totalizzato più di tre milioni di hits.
Quale sarà secondo lei il futuro di Internet, e del free Internet? La pubblicità sarà ancora la fonte di sopravvivenza della Rete?
Credo che il futuro sia l’integrazione tra computer e la Tv. Sì può arrivare a questo stesso risultato in due modi diversi: o implementando la Tv all’interno del computer (si ottiene così quella che in gergo viene définita Net-Tv), o i! computer nella Tv domestica (sì ottiene la I-Tv o interactive TV). Questo, nuovo medium di sintesi aggredirà un mercato da 8500 miliardi, quello dell’attuale pubblicità televisiva. Le aziende e gli utenti avranno uno spot con il quale si potrà interagire. Cliccando sui capelli di un’attrice si potrà sapere il nome del suo parrucchiere. Si potrà viaggiare virtualmente dentro l’aereo od il bungalow di una vacanza prima di acquistarla. NetFraternity è già oggi tecnologicamente in grado di fornire questo servizio e il bello è che lo può veicolare con un semplice modem a 56 k. Poco importerà se si chiamerà teleputer, compuvideo o con altri nomi. Internet decollerà in senso pubblicitario solo quando sarà operativa questa fusione.
E i contenuti?
I contenuti a differenza della Tv non sono così importanti; il Web è di per se un “contenuto”. Troppa confusione è stata fatta in relazione ai contenuti su Internet pensando che la Rete si identifichi con Virgilio, Kataweb e compagnia bella. Ma quali contenuti! La Rete vive di luce propria. Posta elettronica, chat newsgroup, siti amatoriali, istituzioni e siti di informazione commerciale sono solo alcuni esempi. Qualunque addetto ai lavori sa in cuor suo che se, per assurdo, scomparissero i primi 10 portali l’ ”audience” del mezzo Internet non ne soffrirebbe affatto. (ernesto siciliano)